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Nel 1817, i
capi di famiglie non greche si riuniscono e decidono il lancio di una
sottoscrizione, per la costruzione di una chiesa di rito latino. Un certo
Antonio Andreani fa allora donazione di un terreno. Ma itempi sono duri...
Il primo colpo
di piccone interverrà solo otto anni più tardi. I lavori di costruzione si
sussegueno tra il 1825 e il 1828. saranno necessari persino dei “soccorsi”
del Ministro dei Culti. Nei documenti d’archivio, sa fa la menzione di
riparazioni multiple.
Cosi, nel 1836,
il tetto é portato via dal vento e, nel 1845, le sistemazioni interne non
sono ancora fatte.
Il campanile,
infine, sarà costruito solo a partire dal 1847.
La Chiesa
attuale ha una navata sulla quale danno due altari laterali a emicicio.
Il coro è
separato dalla navata da uno scalino e un tavolo da comunione.
La volta, a
culla, poggia su una cornice modanata, sorretta da pilastri corinzi.
L’edificio ha conservato parzialmente un decoro neo-classico (prima métà del
XIXsecolo).
Le pitture
murali del coro sono state ultimamente restaurate. Un campanile quadrato,
sormontato da una lanterna ottogonale, si eleva sul lato nord.
La facciate
anteriore è “Scandita” da pilastri piatti e coronata da un frontone
ondeggiante.
Le sue
elevazioni laterali sono aperte da finestre alte, che illuminano
direttamente la navata. La sua abside è arrotondata.
Globalmente, un edificcio interessante e omogeneo.
E interessante sapere che il prete greco Elia Papadacci
adotto in quell'epoca il rito latino, portando con sè la famiglia Petrolacci
e una parte della famiglia Dragacci.
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